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Baghèt
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Il mwbqmwbgbaghèt è uno mwbwstrumento musicale mwcaitaliano della famiglia delle mwcqcornamuse, originario della mwcgProvincia di Bergamo e Brescia di origini mwcwmedievali.

Contents

Storia
Uso
Note

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Storia

La sua esistenza è attestata dalla metà del Trecento: del mwdw1347 è infatti "L'albero della Vita o di San Bonaventura", un affresco in Santa Maria Maggiore, in città alta a Bergamo, dove è riprodotto un suonatore visto di spalle, mentre della fine del mweaTrecento è datato un mweqaffresco nel castello di mwegBianzano. Altre raffigurazioni sono al mwewcastello di Malpaga, a mwfaPiario, nella chiesa di Sant'Agostino in Città Alta a mwfqBergamo, nelle mwfgDanze macabre di mwfwSimone Baschenis nella chiesa di San Vigilio a mwgaPinzolo (in val Rendena, mwgqprovincia di Trento). Gli strumenti riprodotti nella maggior parte delle fonti iconografiche hanno una canna per il canto e un solo mwggbordone che appoggia sulla spalla, mentre in altri casi i bordoni sono del tutto assenti. In diverse immagini la cornamusa è accompagnata da una mwgwbombarda. Illustrazioni e fonti scritte tendono a suggerire che uno strumento simile fosse utilizzato anche nel veronese .

La cornamusa bergamasca era stata praticamente abbandonata a metà degli mwhwanni cinquanta, con l'entrata in crisi della civiltà contadinacite-ref-1[1]. Lo strumento era considerato estintocite-ref-2[2], ma a partire dagli mwkaanni ottanta sono state svolte nuove ricerche, da parte del musicista mwkqValter Biella, che hanno condotto al ritrovamento di vecchi esemplari dello strumentocite-ref-3[3]. Stando alle testimonianze raccolte "il baghet" era presente in mwlgvalle Imagna, nella mwlwval Gandino, a mwmaValtorta, nella media e nell'alta mwmqval Seriana, anche se probabilmente lo strumento aveva forme diverse, pur mantenendo lo stesso nome.

Il termine mwmwbaghet era il più usato, ma esistevano anche le denominazioni di mwnala piva o mwnqil piva baghet. Il suonatore era chiamato mwngbagheter.

Struttura

In mwoqval Gandino e nella media mwogval Seriana sono stati ritrovati da Valter Biella sette strumenti originali, non tutti completi, mentre non è stato ritrovato nessuno strumento appartenente ad un diverso modello, anche se sono state raccolte diverse informazioni riguardanti la loro struttura.

La cornamusa era così costituitacite-ref-4[4]:

• sacca (mwqgbaga, ovvero "borsa", "otre"): di ridotte dimensioni così da dare il nome allo strumento (mwqwbaghet significa "piccola borsa"), in pelle di mwracapra o mwrqpecora non conciata, prima rasata, poi piegata (In val Gandino il lato del pelo era lasciato all'interno, mentre a Cene all'esterno) e successivamente cucita, a rinforzo della cucitura era posta una striscia di cuoio chiamata mwrgmoscades, eventualmente sostituibile con della corda appiattita;
• canna del canto (mwsadiana o piva), con estensione di un'mwsqottava più la sensibile inferiore, calante però di 70 mwsgcents. A Cene era intonata probabilmente in Sol maggiore, mentre gli strumenti della val Gandino erano in Sib o in La; sulla mwswdiana è montata l'mwtaancia doppia in canna o in nocciolo (mwtqpivin o mwtgpiva);
• mwuabordone minore (mwuqprim orghen o mwugprim bas): suona la nota fissa d'accompagnamento ed è intonato un'ottava sotto la diana: era presente solo negli strumenti della Val Gandino e in quelli di Cene;
• bordone maggiore (mwvasegont orghen o mwvqsegont bas): intonato due ottave sotto la diana; su tutti i bordoni è montata un'mwvgancia semplice in canna, in sambuco o in viburno (mwvwspoeuleta);
• terzo bordone: usato solo a Cene, intonato probabilmente sulla quinta sotto la diana anche se non lo si può stabilire con certezza poiché non è stato ritrovato nessuno strumento di quelli suonati a Cene;
• insufflatore o bocchino ( mwwgDiana o Pia), che serve per caricare il sacco con il fiato, porta un dischetto di pelle inchiodato sul fondo che funge da valvola di non ritorno.

Uso

Il mwyqbaghèt era legato al mondo contadino da cui provenivano per la maggior parte i mwygbaghetér. Lo strumento non era suonato d'estate: solo con l'arrivo del freddo, quando il lavoro diventava più raro, i contadini si ritrovavano nelle stalle e ne riprendevano l'uso. Dopo l'mwywEpifania lo strumento era di nuovo accantonato, fino all'inverno successivo. Il mwzabaghèt era sostanzialmente solista o usato per accompagnare canti o balli popolari. Le fonti iconografiche fanno però supporre che in origine si trattasse di uno strumento colto: era infatti suonato anche alla corte di Bartolomeo Colleoni.

Non esisteva una costruzione su larga scala dello strumento, ma era per lo più legata all'iniziativa di singole famiglie. Alcuni suonatori provvedevano in prima persona alle riparazioni delle parti usurate. La cornamusa passava di padre in figlio, rimanendo spesso all'interno della cerchia familiare.

Repertorio

Con il baghet si suonava la "pastorella" (brano natalizio mwaapastorale) ed anche dei ballabili (mwaqvalzer, mwagpolche e mwawmazurche), si accompagnava il canto oppure si eseguivano alcuni balli, tra cui il caratteristico mwbaball dol mort ("ballo del morto"), una mwbqpantomima danzata in cui si fingeva una morte ed una successiva resurrezione e la mwbglavandera o mwbwlavandina, in cui un uomo e una donna mimavano l'azione del lavare.

Il patrimonio della cornamusa bergamasca ha attinto anche alle varie melodie per mwcqcampane a festacite-ref-5[5]. Alcuni gruppi musicali hanno introdotto nel loro repertorio musiche suonate con la cornamusa bergamascacite-ref-6[6] e si sono aggiunte nuove composizioni musicali da parte di direttori di complessi bandisticicite-ref-7[7] e diverse trascrizioni di brani medievali e composizioni per ensemble di cornamuse con l'aggiunta di bombarde, ciaramelle, flauti e percussionicite-ref-8[8].

Note

cite-note-11. Secondo le ricerche di Valter Biella, l'ultimo suonatore di baghet è stato Giacomo Ruggeri di mwiaCasnigo (1905 - 1990). Il consiglio comunale di Casnigo ha attribuito al comune la dicitura di "paese del baghet.
cite-note-22. Così riporta l'mwjaetnomusicologo mwjqRoberto Leydi in una sua pubblicazione del 1979: Roberto Leydi, mwjgLa zampogna in Europa, Nani, Como, 1979, p.98.
cite-note-33. Valter Biella, insieme a Luciano Carminati, nipote del suonatore Giacomo Ruggeri, e ad altri appassionati ha fondato un'associazione ("Il baghèt"), con il fine di rivalutare in tempi moderni la cornamusa della provincia di Bergamo.
cite-note-44. mwlqDescrizione dello strumento sul sito Baghet.it.
cite-note-55. Alcuni suonatori di mwmqbaghèt sono stati anche campanari e diverse loro musiche sono state pubblicate: mwmgmwmwValter Biella, mwnaI suoni delle campane, (mwnqQuaderni dell'Archivio della cultura di base, n. 13), S.B.U. di Bergamo, Bergamo 1989; mwngValter Biella, mwnwNinì dé pèndóle. La musica delle campane a festa a Casnigo, Comune di Casnigo, 2008, con DVD allegato; mwoaValter Biella, mwoqL'allegrezza, la tradizione delle campane a festa nella provincia di Bergamo, Meridiana, Bergamo 1994, CD
cite-note-66. Hanno nel loro repertorio musiche suonate con la cornamusa bergamasca i gruppi musicali Bandalpina, dal mwpq1989 e Rataplam di mwpgMapello, dal mwpw1994. Altri gruppi folk e rievocativi locali sono "Gli Zanni" di mwqaRanica, "I Brembaghet della Val Brembana", i "Berghembaghet" di mwqqPalazzago,, i "Ligabosk", "La Frasna", "I bagheter" dell'"Associazione Culturale Il Baghèt", "I Lanternì" della mwqgValle Seriana, le "Pìe de Solt" di mwqwSolto_Collina, il "Gruppo folcloristico dei Gioppini", il "Trio zampognari" di mwraPonteranica, gli "Alegehr" di mwrqDossena, i "Samadur" della mwrgVal_Brembana, il "Baghèt Baniatica Ensemble" di mwrwBagnatica (BG), i "Valseriana Baghet" della mwsaValle Seriana e la mwsqMetal band bergamasca FolkStone.
cite-note-77. Giacomo Bernardi (banda di Fiorano), mwtgPastorale per baghèt solista e banda, 2004; Pierangelo Gabbiadini (Banda musicale G. Donizetti di Bagnatica) mwtwBerghemVienValzer ed un arrangiamento sulla celebre "mwuaUva Fogarina".
cite-note-88. Oscar Gelmi, mwvaBerghèm Folk Xmas, edizioni musicali Cel-Isa.

Bibliografia

Monografie

• Valter Biella, mwwqBaghèt o piva delle Alpi, A.R.P.A, Bergamo 1984;
• Valter Biella, mwwwRicerca sulla piva nel bergamasco Università degli studi di Bolognamwxa – DAMS, Bologna 1985;
• Valter Biella, mwxgIl baghèt un'antica tradizione bergamasca, Villadiseriane, Bergamo 1988;
• Valter Biella,"mwyaL'uso della cornamusa berghamasca "baghèt" con un nuovo repertorio di musiche tradizionali", Zanniniziative, Ranica (Bergamo), 1989;
• Valter Biella, mwygLegno corteccia e canna, Sistema bibliotecario urbano di Bergamo, 1993;
• Valter Biella, mwzaIl baghèt, la cornamusa bergamasca, Meridiana, Bergamo 2000.
• Febo Guizzi, mwzgGuida alla musica popolare in Italia. 3. Gli strumenti, Libreria Musicale Italiana, Lucca 2002, p.226;
• Maurizio Pandolfi (con la collaborazione di Pierangelo Gabbiadini da Bagnatica), mw0aMetodo per lo studio della cornamusa bergamasca (baghèt), Cel-isa edizioni musicali, Bagnatica 2007.
• Pierangelo Gabbiadini da Bagnatica, mw0gmw0wL' In Canto del baghèt, Raccolta di danze, canti, e nuove composizioni originali per baghèt, percussioni ed altri strumenti rievocativi. Dal Medioevo all'oggi arrangiati e/o composti dall'autore.
• Valter Biella, mw1qPia o baghèt - La cornamusa in terra di Bergamo, Quaderni Casnighesi n° 8, Comune di Casnigo, novembre 2010

Articoli

• "mw2qmw2gIl Giornale di Bergamo Oggi", giovedì 9 agosto 1984. Articolo di Piero Bonicelli sul primo studio monografico di Valter Biella, dedicato al baghèt.
• Giuliano Grasso, in mw3aSymposium international sur la Cornemuse (atti convegno, 17 settembre 1988, La Haye, Pays Bas), Stichting Volkmuzieck Nederland, Utrecht 1989, pp.55-57;
• Valter Biella, "Il baghèt, la piva delle valli bergamasche", in Mauro Gioielli (a cura di), mw3gLa zampogna, Gli aerofoni a sacco in Italia, Cosmo Iannone Editore, Isernia, 2005 (ISBN 88-516-0069-4), I, pp.mw4a 1–22;

Voci correlate

• mw5aBiniou
• mw5gBoha
• mw6aCornamusa
• mw7aGaida
• mw7gGaita
• mw8aMih
• mw8gMüsa
• mw9gPiva
• mw-gSordellina
• mwaqaZampogna

Collegamenti esterni

• mwaqqIl baghèt e altri strumenti della tradizione bergamasca, su baghet.it.
• mwaqyIl sito ufficiale dell'Associazione Culturale Il Baghèt, su baghet.info. URL consultato il 1º ottobre 2016 (archiviato dall'url originale il 9 luglio 2017).
• mwaqgLa descrizione del baghèt in KNOL, su knol.google.com.